sabato 21 maggio 2011

Sono alla frutta: lo dice il Tao

I saggi cinesi, molto tempo fa, hanno inventato il ciclo dello yin e dello yang. Il ciclo nasce con l’irruento piccolo yang, a cui succede il grande yang, la cui espansione e lenta ma onnipervadente. Finita la carica espansiva inizia il ripiegamento del piccolo yin, a cui, inevitabilmente, seguirà il grande yin, cioè la morte. E così via, all’infinito.
Ogni realtà segue questa logica, comprese le vicende storico-politiche, e chi segue con attenzione il «processo» - detto il «Tao», cioè la «Via» - riesce a cogliere facilmente le varie fasi.
Il berlusconismo è arrivato alla fase di massimo sviluppo – il grande yang - e già si preannunciano i segnali di ripiegamento, che porterà alla sua scomparsa. Pensate, per analogia, alla vita di un uomo: quando giunge all’età cosiddetta ‘matura’ finisce la sua carica espansiva che lo ha portato, dall’impulso irrefrenabile dei vent’anni, all’acquisizione di una posizione sociale e all’impiego di tutta la sua forza produttiva sia sul piano lavorativo che familiare. Adesso, dopo tanti anni, ha raggiunto la condizione di chi può cominciare a raccogliere i frutti del suo lavoro e iniziare a ritirarsi.
Purtroppo molti non lo accettano… purtroppo molti non vogliono seguire il ciclo naturale delle cose, non vogliono rinunciare a quanto hanno conquistato e posseduto nella vita, in termini di successo mondano, di prestanza fisica, di attività sessuale, e così via. Non si accorgono che, in questo modo, si rendono delle maschere patetiche, quando non tragiche.
Certo, è necessario affrontare alcune ‘morti’, ma ciò fa parte della vita e dei suoi cicli, indifferenti alla nostra ambizione prometeica.
Il berlusconismo sta chiaramente affrontando questo momento: ha perso ormai ogni forza espansiva nella società italiana, anche se non riesce ad accettarlo, e cerca di andare avanti per inerzia, abbandonandosi ad azioni (sarebbe meglio chiamarle ‘reazioni’) sempre più scomposte. Basta vedere come sta reagendo alla sonora debacle di Milano… Non accettando in alcun modo la definitiva sconfitta al ballottaggio, mette in atto una serie di mosse ‘politiche’ (se si può utilizzare questo termine senza arrossire di vergogna) del tipo:
- continui attacchi al pacifico Pisapia a base di calunnie e denigrazioni di livello ben misero,
- occupazione delle principali reti televisive (a detta della stessa AgCom) con interviste/monologhi senza alcun odore di contraddittorio,
- promesse populistiche tipo lo spostamento di due ministeri a Milano (ipotesi già liquidata da Alemanno come una “balla”) o una maxisanatoria sulle multe, e così via,
- terrorismo psicologico teso a evocare, in caso di vittoria di Pisapia, terribili scenari futuri (riguardo alla droga, al sopravvento dei centri sociali, al ripescaggio di ex-terroristi, all’islamizzazione della città, all'invasione di extracomunitari e rom...).

Insomma, come appare chiaramente da questo video, è tutta colpa di Pisapia.

Psicosinteticamente parlando, non è indice di ‘carattere’ lottare contro la logica delle cose, è solo un segnale di arroganza umana e, soprattutto, spirituale. Per fortuna che le leggi del Tao sono infallibili.

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