giovedì 12 agosto 2010

Diventa protagonista anche tu!

Anni fa si diceva, conversando liberamente, che l’Italia sta percorrendo lo stesso cammino degli Stati Uniti… è solo qualche anno indietro. È sempre più vero.
Il cammino della civiltà occidentale si sta imbarbarendo sempre più, anno dopo anno. Non c’è bisogno delle analisi socio-psicologiche, basta osservare ciò che succede quando scendiamo in strada, giriamo per le città, andiamo in auto, accendiamo la TV… Ovviamente, bisogna avere gli occhi ‘giusti’. Così come bisogna avere gli occhi giusti per valutare appieno l’ameno video propostoci da Repubblica.it. Guardatelo, vi prego, perché è psicosinteticamente interessantissimo. Anzi, consiglio una visione ripetuta più e più volte per cogliere appieno l’energia dell’episodio.

È già interessante vedere in che modo viene proposto il video:

“E' diventato, suo malgrado, il protagonista della partita di baseball tra Houston e Atlanta. La palla, colpita dal battitore Chris Johnson, è diretta in tribuna: lui si alza, si mette in posizione per riceverla ma, all'ultimo momento, schiva il colpo. E la palla finisce contro il braccio della fidanzata Sarah, seduta accanto a lui. E la brutta figura ha fatto il giro del web”.

La parola d’ordine è «protagonismo». Non importa per quale motivo diventi un protagonista… può essere l’evento più banale, come in questo caso. Cose di questo tipo avvengono ovunque quotidianamente, ma la fortuna dell’episodio è dovuta a due fattori: a) la concomitanza con un evento sportivo importante e b) la presenza delle telecamere. Il pensiero associativo tipico dell’homo normalis ha legato il gesto di questo ragazzo ai due elementi… e voilà: “ha fatto il giro del web”.
Non sto a commentare gli atteggiamenti dei due giovani in questione, della serie «il fanciullone e la mammoletta con la stessa maglietta»… rimane il fatto che il grande evento ha richiesto nientepopodimenoche l’intervento dell’intervistatrice televisiva. Chi mastica l’americano meglio di me può divertirsi a tradurre le (immagino) profonde domande e le altrettanto acute risposte e inviarmele come commento: gliene sarei veramente grato come tributo alla figura eroica dell’homo normalis. Al solo vedere il filmato è tutto molto simpatico, divertente oserei dire… figuriamoci a poter decifrare la pregnanza della conversazione.
Eppure, sarcasmo a parte, la direzione in cui stiamo andando è proprio questa: una civiltà sempre più futile, avvinta dalle bizzarrìe, dai fatti curiosi – non possiamo più dire ‘straordinari’ o 'insoliti' perché il mondo mediatico ha divorato, digerito e appiattito tutto – e da una banale normalità che, per un motivo qualsiasi, diventa oggetto d’interesse. Per il tempo di un solo minuto, ma è quanto basta per affogare momentaneamente il senso del vuoto della propria esistenza.
È il vero trionfo dell’homo normalis, l’uomo ‘senza qualità’ che assurge improvvisamente agli onori della cronaca, che incredibilmente viene illuminato dalla luce dei riflettori, che viene VISTO, l’unico modo per sentire che esiste… e che diventa oggetto effimero di proiezione da parte di milioni di suoi simili, altrettanto vuoti e insignificanti, lusingati dal pensiero che per tutti, prima o poi, può arrivare il proprio momento di gloria.
Ecco, questa è la direzione in cui stiamo andando, psicosintesi permettendo. Auguro a tutti noi di diventare protagonisti, almeno una volta nella vita, che diàmine!

4 commenti. Vuoi lasciare un commento? Sarà gradito.:

Anonimo ha detto...

Che Diamine.....!!!
No, Grazie!!!
Mai nella vita...
Sempre con me!!Questo sì...!!
Arya

Anonimo ha detto...

Ahahahahah!
Come al solito Fabio la crudeltà della tua visione lucida del "progresso occidentale" mi fa sorridere.
Si perchè il sarcasmo delle tue parole palesa il fatto che il modello dell'uomo moderno è patologicamente bisognoso di sentirsi vittorioso...ma vittorioso per cosa?!

Abbiamo così bisogno di attenzione da cercarla nella massa, come se (prendendo in esempio il bizzarro video) un video su youtube di un nostro evento casuale, porti la nostra memoria nei secoli dei secoli, come Supereroi di cui parlottare e fantasticare.

Oh mio dio!

Ma io mi chiedo come mai ricerchiamo tanto l'attenzione del prossimo???
Ce ne hanno mai data abbastanza nella nostra infanzia???
E se ce l'hanno data, l'hanno fatto con intenzioni genuine e nel modo giusto???

L'homo normalis "adulto" vive i propri rapporti sociali per proiezione, cioè i traumi infantili (piccoli o grandi che siano) risiedono nella persona amplificandosi a tal punto da rappresentarla con il carattere (cioè il modo in cui il bambino impara a difendersi dai traumi della vita).

Ma allora come è possibile parlare di adulti tenendo di conto solo dell'età fisica della persona?
Siamo in una fase di decadenza, o semplicemente il mondo è sempre funzionato in questo modo?

Simone

P.S. Mando un forte abbraccio al magnifico Fabio e alla forte e calda Elena!
Spero di vedervi presto, anche se prevedo che il lavoro mi impedirà di frequentare il gruppo di meditazione.
Ciaoooooooooooooooo

Giulio ha detto...

Professore, o meglio ex professore, la voglio ringraziare perche' con i suoi interventi su questo blog riesce in poche righe a mettere a nudo la pochezza e lo squallore verso il quale la nostra civilta e il culto dell'homo normalis ci stanno portando...le allego una traduzione sommaria dell'intervista;
La giornalista chiede alla ragazza,Sarah,dov'era il suo ragazzo,Boe, e come ha fatto a non prendere la palla,che poi ha finito per colpirla; lei si lancia in un concitato racconti di quei pochi attimi di tensione e fama, con tanto di versetti, e lui viene accusato di non averla sostenuta nel momento del bisogno, con tanto di marchio sul gomito a testimoniare l'accaduto. L'intervista termina con la gag della giornalista che, alla scusa di Boe che non ha visto arrivare la palla per via della luce, gli regala un paio di occhiali da sole augurandogli buona fortuna per la prossima volta e raccomandandogli di non lasciarla in futuro.
Rinnovo i miei complimenti per l'acutezza con cui riesce a cogliere certi aspetti della nostra societa', e le auguro ogni bene.
Un suo ex studente.

rossella ha detto...

purtroppo la crescente degenerazione è sotto i nostri occhi ma a quanto pare sotto gli occhi di pochi visto come gli esempi americani sono così felicemente presi come modelli di sviluppo!!!poveri noi!!! un saluto a tutti coloro che mantengono la capacità di tenersi fuori da certi meccanismi ..siamo pochi ma...buoni!rossella

Posta un commento

Scrivi nel riquadro qua sotto. Pubblicheremo tutti i commenti, tranne quelli che costituiscano violazione di leggi o che siano volgari, offensivi, violenti e sterilmente polemici. Tuttavia, si prega di inserire il nome e cognome e la città dove si vive: un commento firmato è più «trasparente» e, quindi, maggiormente gradito.

Se non sei un utente di Google, nella sezione "Commenta come..." seleziona "Anonimo", così non ti sarà richiesta la password.