mercoledì 24 marzo 2010

Grazie ancora, Obama

Dopo tanto osservare il livello raccapricciante della politica italiana, spostarci negli Stati Uniti per registrare la «rivoluzione della sanità» voluta fortemente da Obama (un vero politico, vale a dire un uomo che ha interesse per il benessere collettivo e non mira semplicemente all’interesse personale – una specie in estinzione nella misera Italietta), mi riempie l’animo di gioiosa speranza.
Non sto esagerando. Eppure, non vengo minimamente coinvolto – nella mia quotidianità - da questa storica riforma americana, dove per la prima volta si rende accessibile ad una copertura assicurativa circa il 95% dei cittadini non anziani, si amplia il servizio medicaid per i cittadini indigenti fino a coprire chiunque guadagni meno del 133% della soglia di povertà (circa 29mila dollari l’anno per una famiglia di quattro persone) e si offrono dei benefici fiscali senza i quali molte persone troverebbero difficile permettersi un'assicurazione. Mai, nella storia americana, si era verificato qualcosa del genere.
Ed io, parrà strano, sento di aver vinto insieme al popolo americano, sento – in modo un po' naif, certo - che qualcuno può pensare anche al mio benessere, alla mia felicità. Sono messo davvero male, eh?!

É un successo epocale per Barack Obama, eppure le sue parole, una volta venuto a conoscenza della votazione che - 219 voti favorevoli e 212 contrari! – ha approvato la legge, sono state: “Questa non è una riforma radicale ma è una grande riforma. Questo è il vero cambiamento”. Del tipo: “Avrei preferito una riforma ancora più radicale, ma di più non abbiamo potuto fare, per i veti repubblicani... c’è comunque un reale sostanziale cambiamento”.
Asciutto, mai sopra le righe, mai in un atteggiamento autoincensatorio... pragmatico, solido, consapevole di avere nelle proprie mani una grande responsabilità per il benessere del proprio paese. Vi prego di non fare paragoni, per non entrare in depressione.
Per molti mesi Obama ha avuto tutti contro ed è sceso a picco nei consensi dell’opinione pubblica, ma ha comunque voluto andare avanti, convinto che quello che conta, in fondo, non è il proprio successo personale.
Ora i sondaggi premiano Obama. Il perché ce lo spiega Federico Rampini dagli Stati Uniti, un perché che possiamo tradurre psicosinteticamente così: la gente ha bisogno di un leader forte, che lotta duramente e alla fine vince; la gente vuole l’uomo di successo! Quando stava per soccombere, il consenso per Obama era ai minimi; ora ha vinto la sua battaglia: “viva Obama!”
Questa è l’altra faccia, tristissima, della vicenda. Non importa ciò che fai, l’importante è che tu sia vincente in quello che fai. L’abbiamo già detto altre volte: è l’atteggiamento della massa, frustrata dai propri sensi d’inadeguatezza e quindi masochisticamente sedotta e psicologicamente soggiogata dall’uomo forte.

Possiamo inquadrare in questo senso le seguenti parole:
«Il Capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manìe di grandezza, offensivo per il buon senso della gente a causa del suo stile enfatico e impudìco. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.»

Così scriveva Elsa Morante nel 1945, in riferimento, ovviamente, a Benito Mussolini... perché, che cosa avevate pensato?
Il brano dimostra limpidamente alcune tesi psicosintetiche, proposte in questo blog:
1) L’homo normalis non impara nulla dalla storia e non evolve in alcun modo , se non in casi rarissimi.
2) L’homo normalis – composto in larga misura da bambini anche se anagraficamente adulti – preferisce dare la propria fiducia ad un capo forte e disonesto, piuttosto che debole e giusto. I bambini anagrafici fanno lo stesso riguardo ai genitori.
3) L’homo normalis è moralmente insensibile e, alla prova dei fatti, sceglie sempre il proprio tornaconto.
4) L’italiano communis, in quanto a insensibilità, opportunismo, volgarità, mediocrità civile, ottusità ipocrita... pare sia ai primi posti nel confronto con gli altri popoli.
5) In quanto a masochismo, poi, non ci batte nessuno.
Prepariamoci psicosinteticamente, ragazzi, perchè ci aspettano momenti davvero difficili.

5 commenti. Vuoi lasciare un commento? Sarà gradito.:

Anonimo ha detto...

ok

Anonimo ha detto...

ottimo....la riforma della sanita negli USA è una buona notizia mi fa piacere sopratutto il fatto che in un certo senso tale notizia ci ricordi che la scenza deve essere al servizio dell uomo.
Sono tendenzialmente apolitico perche ritengo la politica "primitiva"....ma devo dire che Obama mi sembre una brava persona.....speriamo non si rovini....

claufi ha detto...

quando dici che l'homo normalis segue senpre il suo tornaconto immagiono che tu ti riferisca al tornaconto del proprio ego, perchè per un pò ho sperato che l'italiano fosse sensibile almeno agli alleggerimenti indebiti del portafogli se perpetrati per lungo tempo, adesso non ci spero più. questo mi fa pensare ai confini (sto rileggendo il libro di wilber "oltre i confini" che consiglio a tutti) in questo momento mi sento molto meno italiano ed un pochino più essere umano, quindi anch'io mi sento fiducioso, questa legge è anche per me e spero che la prossima volta che sarà votata una legge in favore dei cittadini negli stati uniti, avremo la possibilità di continuare ad averne notizia sui meravigliosi tg della televisione, sia quella privata che... quella privata, almeno per un pò di tempo, almeno finchè non penseranno che è dannoso per il lavoro splendido che stanno facendo sia il governo che la sedicente opposizione (a sè stessa), almeno finchè qualcuno non se la vorrà prendere con l'attentatore nero comunista che è andato al potere solo per mettere in cattiva luce la nostra classe politica.
claudio fissi, livorno

Anonimo ha detto...

quando dici che l'homo normalis segue sempre il suo tornaconto, immagino tu ti riferisca al tornaconto dell'ego, perchè ormai gli italiani non sentono neanche più gli alleggerimenti indebiti al portafogli pur perpetrati per anni (che servono a pagare massaggiatrici, buchi delle proprie aziende, viaggi, case, impieghi d'oro per gli amici etc.), quindi si torna ai confini (sto rileggendo il libro di wilber "oltre i confini" che consiglio a tutti). adesso mi sento meno italiano e più essere umano, quindi questa legge sulla sanità made in usa è anche per me, e sono fiducioso come te, e spero che le notizie dei prossimi provvedimanti "per i cittadini" negli stati uniti continueranno ad essere riportate sui tg delle nostre splendide televisioni (sia quelle private che... quelle private) almeno finchè non si renderanno conto che il presidente nero e comunista è andato al potere solo per mettere in cattiva luce la nostra illuminta classe politica, sia il governo che la sedicente opposizione (a sè stessa)
claudio fissi, livorno

Anonimo ha detto...

Chi domina condiziona e purtroppo si sente pesantemente il condizionamento della ns. classe politica devastatrice e opportunista. Se in ultima analisi a livello di fisica quantistica siamo energia ed il pensiero è energia il controllo di stato ci sta devastando il pensiero e l'identità stiamo diventando massa informe senza più valori ed ideali. Io medito intensamente che "il male che la classe politica ha scritto per il popolo sia il male che li colpisce loro e le loro famiglie" "che il bene che hanno scritto per se stessi sia il bene distribuito ai popoli di tutta la terra"

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