Una volta chiariti alcuni presupposti fondamentali riguardo alla psicoanalisi, resta da chiarire quale tipo di «analisi» sia utilizzabile nella pratica psicosintetica. In un precedente post ho citato molti metodi di «analisi della psiche», ricordando che non tutti sono accettabili in psicosintesi. Le posizioni teoriche e i tipi d’intervento degli uni o degli altri sono spesso lontani anni luce, tanto che non si può parlare de "l’analisi", ma di numerose diverse analisi.
Ora, la psicoanalisi in quanto premessa necessaria di una futura psicosintesi deve dispiegarsi come Analisi Esistenziale. Ricordo che lo stesso Assagioli, nell’Introduzione della sua opera principale, colloca la sua Psicosintesi nel contesto della corrente dell’Esistenzialismo (Princìpi e metodi…, pp.13-17).
Che cos’è l’Analisi Esistenziale? È un approccio dinamico – come ogni altro tipo di analisi, del resto -, un procedimento, cioè, che si basa sul riconoscimento di molteplici «forze» in conflitto all’interno della personalità. Tuttavia, a differenza della psicoanalisi classica, le forze in gioco non sono tanto le «pulsioni istintuali» più o meno rimosse, ma quelle relative alle grandi questioni dell’esistenza umana: la libertà e l’incapacità di esprimere se stessi, l’amore e la solitudine, il significato della vita e, non per ultimo, la morte...
Ma questi non sono altro che i grandi temi di cui da sempre si occupano le filosofie e le religioni, le eterne «domande esistenziali» a cui l’uomo ha da sempre cercato di rispondere attraverso i suoi miti, antichi e moderni. Un’analisi dimentica del bisogno dell’individuo di comporre, all’interno della sua psiche, un quadro coerente rispetto a questi grandi temi e ai conflitti di valori che riguardo ad essi possono insorgere, non è un’Analisi Esistenziale.
Assagioli, nell’opera prima citata, sottolinea “l’importanza dei valori, particolarmente dei valori etico, estetico, noetico, religioso”, che costituiscono lo specifico essere-nel-mondo del soggetto, così come “la centrale importanza del significato, particolarmente del significato che ciascun individuo dà alla vita, o di quello che egli cerca nella vita”.
“L'unicità e l'irripetibilità di ogni individuo” e il significato che egli ha bisogno di scoprire costituiscono il perno intorno al quale ruota l'intera Analisi Esistenziale. A partire dai valori e dai significati personali – continua Assagioli – la Psicosintesi concorda sul fatto che “ogni individuo si trova costantemente di fronte a scelte e a decisioni, con le seguenti responsabilità che esse implicano” e sulla “necessità di acquisire una chiara consapevolezza delle motivazioni che determinano le scelte e le decisioni”.
Ciò include il riconoscimento della dimensione drammatica dell’esistenza, “della profondità e serietà della vita umana, del posto che l'ansietà vi occupa e della sofferenza che deve essere affrontata”, come presupposto necessario ad una vita autentica.
Come si vede, l’Analisi Esistenziale pone “l’accento sul futuro” e sul divenire, contro una visione psicoanalitica classica concentrata sull'eziologia dei disturbi e sul passato del soggetto.
(continua)

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