Io mi sento profondamente liberale. Semplicemente perché credo che il singolo individuo abbia dei diritti inalienabili, tra cui la libertà di esprimere pienamente la propria autentica natura e la propria creatività. Questo dovrebbe essere condiviso da ogni psicosintetista, oltre che da ogni individuo di buon senso.Ma mi sento anche profondamente socialista. E proprio per gli stessi motivi, nel senso che una società deve fare il possibile per garantire a tutti la possibilità di concorrere alla pari per affermare la propria personalità. Senza «pari opportunità» (non mi riferisco all’idiozia con la quale s’intende oggi questa espressione) non può esservi giustizia e, in definitiva, libertà. Che libertà di espressione ho se devo competere in una gara di corsa con l’uso di una sola gamba, a differenza di tutti gli altri?
Io sono più che convinto che la nostra società è sempre meno liberale e socialista, cioè sempre meno solidale con i più svantaggiati.
Io sono più che convinto che la Destra politica non ha alcun interesse a modificare questo stato di cose. Del resto ciò rientra nel suo patrimonio genetico, sempre a sostegno della conservazione e della restaurazione.
Io sono più che convinto che la Sinistra politica abbia perso completamente la bussola, cioè la propria identità sociale, assumendo sempre più i contorni di un apparato burocratico lontano dal sentire reale della gente: da una parte inseguendo i miti del suo passato e dall’altra sposando i miti dell’economia di mercato.
Né la Destra né la Sinistra intendono prendere seriamente in considerazione alcuni fatti inconfutabili:
Il capitalismo è sempre più interessato agli aiuti di stato, a farsi aiutare dai governi a fare profitti nell'ambito dell'economia protetta, a utilizzare denaro pubblico per fare guerre che avvantaggiano solo i suoi interessi economici... Il sistema perfeziona la privatizzazione degli utili e la socializzazione delle perdite, come anche il caso Alitalia sta dimostrando per l'ennesima volta. Ciò non è né competitività né concorrenza né libero mercato. Liberalismo e socialismo negati.
Il sistema consente un'economia sempre più finanziaria e sempre meno reale. Quest'economia virtuale crea insicurezza, turbolenza dei mercati, crisi economiche e povertà: anche nei paesi occidentali la forbice tra ricchi e poveri si allarga sempre più e ciò costituisce una polveriera destinata prima o poi ad esplodere. Liberalismo e socialismo negati.
L'unico libero mercato che piace al capitalismo è l'attuale inferno del mercato del lavoro. Il sistema adotta la politica della precarizzazione del lavoro , isola il singolo lavoratore di fronte all'impresa, lo rende fragile, ricattabile e insicuro; abbassa il costo del lavoro, diminuendo il potere di acquisto, e scarica tutti i rischi sul lavoratore. Che sta facendo a questo proposito il sindacato? Liberalismo e socialismo negati.
L'inefficienza del sistema viene fatta ricadere sul lavoratore, sul semplice dipendente, quando è sotto gli occhi di tutti che sprechi e malfunzionamenti sono dovuti all'inettitudine (nel migliore dei casi) della classe dirigenziale, una classe assunta sempre più attraverso spartizioni politiche e i criteri dello spoil system. L'impresa o l'amministrazione non pagano mai: paga il lavoratore e l'utente. Brunetta farebbe bene a intervenire sulla classe dirigenziale invece di utilizzare una facile demagogia a scapito dell’ultimo anello della catena, che spesso si trova a dover reggere sulle proprie spalle i pesi dei suoi dirigenti. Si parla di “lavoratori fannulloni”, ma è risaputo che più in alto si è nella gerarchia del lavoro e meno si lavora. In compenso il dirigente fa più danni. Liberalismo e socialismo negati.
C’è bisogno di un Rinascimento, a partire dalle nostre menti. Quali orizzonti di utopia possiamo aprire, amici psicosintetisti?
