lunedì 23 giugno 2008

Meno male che Silvio c'è

Nell’ultimo post mi sembra di essere stato sufficientemente chiaro sul motivo di fondo per cui Berlusconi è al potere. Qualcuno può obiettare che Berlusconi è al potere per l’insipienza della sinistra. Questa tesi è vera, ma solo in parte. Nel senso che una percezione corretta della realtà preferisce chiunque a Berlusconi. E il fatto che la sinistra non sia riuscita a dimostrarlo indica solo la condizione penosa in cui versa.
Tuttavia, Berlusconi è al potere anche per un altro motivo, adombrato anche in un commento al post. E cioè, una legge psicologica vuole che l’individuo ordinario abbia una predilezione per «l’uomo forte».
Non voglio approfondire il tema - per una sorta di pudore per l’individuo ordinario – ma voglio solo ricordare che il bambino, se deve fare una scelta tra il genitore buono e debole e quello cattivo e forte, sceglie quest’ultimo, perché gli offre maggiormente quel senso di sicurezza di cui ha bisogno.
E Berlusconi appare agli occhi dell’individuo ordinario come «l’uomo forte»:
- i suoi soldi gli permettono di comprarsi tutti i suoi collaboratori, politici e sostenitori di ogni tipo… e questo è motivo di (più o meno sotterranea) ammirazione per l’individuo ordinario;
- il suo decisionismo e i suoi modi sicuri e aggressivi fanno credere a l’individuo ordinario che sia sempre in grado di trovare la soluzione giusta ad ogni problema e che abbia sempre tutto sotto controllo;
- il suo sorriso stereotipato da ‘piazzista’ offre all’individuo ordinario un’immagine di simpatia, come uno che ti è vicino… in fondo, è come te, non è come quei soliti, grigi, noiosi professionisti della politica.
Che poi tutto questo sia una farsa l’individuo ordinario non è in grado di percepirlo. La donna ordinaria, poi, da sempre attratta dal potere, ama quella sua piacionerìa old style, lusingata da quella tristissima seduzione da play boy coatto. Va be’, si sta parlando della donna ordinaria.
Del resto, la Scienza Psicologica Moderna – non ridete vi prego – avvalora queste mie opinioni. Il professor Peter Jonason, si dice ne La Repubblica del 19 giugno, “ha scoperto l’acqua calda. Nella sua ultima ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica britannica New Scientist, lo psicologo è arrivato a una conclusione che suona come un luogo comune noto a tutti i romantici del mondo: le donne preferiscono gli uomini egoisti, insensibili e disonesti. […] Secondo Jonason, docente della New Mexico State Univesity, per fare breccia nel cuore di una donna, un uomo dove possedere tre caratteristiche: narcisismo, durezza e impulsività, e infine, per non farsi mancare niente, anche una buona dose di disonestà.” Amen. Questo succede a chi non ha una personalità integrata. Meno male che la psicosintesi c'è.

È da non perdere l’articolo del professor Franco Cordero, esperto di procedura penale, su Berlusconi.

mercoledì 18 giugno 2008

La percezione delle cose

Dopo molto tempo aggiungo una riflessione al blog, che la mia depressione strisciante (spero cogliate l’ironia) mi aveva fatto trascurare. La depressione nasce quando le nostre energie vitali sono bloccate.
Quando sono impedito nell’esprimere me stesso, quando mi sento impotente di fronte ad una Volontà soverchiante, schiacciante (intrapsichica o reale), quando sento che è inutile provare ad affermare me stesso, perché le forze in gioco sono molto più potenti di me, be’, allora nasce la depressione.
L’ultimo post - se si eccettuano i post utopici, che, in quanto tali, hanno un preciso significato - riguardava il V2day del 25 aprile ed era velato di amarezza. In seguito, cominciando a vedere i primi provvedimenti del governo Berlusconi, è iniziato lo sconforto che, se si prolunga nel tempo, assume i contorni di un vero e proprio stato depressivo, una condizione di non-speranza. La situazione politica italiana è aberrante.
Berlusconi, con tutta la demagogia di cui è capace – ed è immensa -, getta fumo negli occhi alla povera gente ignorante e sedotta dai «mezzi di distrazione di massa». Adotta un paio di provvedimenti popolari – tipo l’abolizione dell’ICI e il pugno duro con gli immigrati– per nasconderne una serie ben più nutrita in cui la democrazia nel nostro paese è sempre più svuotata e la qualità della vita sempre peggiore. Col tempo ci si accorgerà che tali popolari provvedimenti non hanno portato alcun reale beneficio e ci troveremo di fronte agli esiti
della militarizzazione del territorio,
della sospensione dei processi,
dell’imbavagliamento dell’informazione,
dell’eliminazione della class action,
della multa di centinaia di milioni per Rete 4,
del fallimento di Alitalia,
dell’impunibilità dei delinquenti,
ecc, ecc, ecc…
Ecco, la percezione di questo stato di cose mi ha rinchiuso in un silenzio desolato e impotente. Insomma, depressivo.
Ma che volete che sia! al momento in cui sto scrivendo, la situazione dell’Italia agli Europei di calcio pare promettente.
Mi domando come fa il 50% degli italiani a non vedere che cosa sta succedendo. Poi mi viene a mente Maslow.
Maslow era uno degli autori preferiti di Assagioli, lo abbiamo già detto. La psicosintesi si regge sui princìpi della psicologia umanistica, di cui Ma slow è stato uno dei più geniali rappresentanti. Sentite che cosa dice lo psicologo americano:
«Il nevrotico non è solo affettivamente malato; egli è cognitivamente in errore. Se la sanità e la nevrosi sono rispettivamente percezioni corrette e non corrette della realtà, […] in linea di principio le proposizioni di valore dovrebbero essere empiricamente dimostrabili e non semplicemente questioni di gusto o di esortazione. Quelli che hanno affrontato questo problema si renderanno conto facilmente che qui possiamo avere una base parziale di una vera scienza dei valori e quindi dell’etica, delle relazioni sociali, della politica, della religione, ecc.»
È un passo davvero illuminante! Ogni psicosintetista dovrebbe fare i conti con queste affermazioni, ma ho l’impressione che ben pochi sono disposti a trarre realmente le conclusioni del pensiero di Maslow e della psicologia umanistica.
Per quanto mi riguarda, tornerò presto ai miei vaneggiamenti utopici.