venerdì 11 luglio 2008

L'era planetaria - 7

Il magister Navarro si fermò nuovamente ad osservarci, forse in attesa di qualche domanda. Si fece avanti il mio amico Ilario.
Magister, se le cose stanno così, com’è possibile sradicare l’influenza della mente emotiva?”
Navarro andò a mettersi seduto dietro la cattedra.
“Fate attenzione... Quando si parla di mente emotiva, si fa riferimento a diversi gradi nei quali un’emozione può esprimersi. Sapete che, tradizionalmente, quattro sono le emozioni fondamentali, la cui mescolanza crea i mille sentimenti che animano il cuore dell’uomo. Esse sono la paura, la collera, la tristezza e la gioia. Prendiamone una, ad esempio la collera. Possiamo distinguerne tre stadi progressivamente più intensi e invalidanti la mente razionale. Il primo è costituito dall’umore, un rumore di fondo, continuo che caratterizza lo stato d’animo dell’individuo, che, nel caso della collera, consiste nel sentirsi irritato. Spesso il soggetto non è consapevole di tale irritazione, anche se appare visibile alle persone che lo frequentano.
Questo rumore di fondo dell’irritazione può sfociare, prima o poi, nella rabbia, che costituisce il secondo livello, l’emozione vera e propria, e manifesta tutta quella serie di segnali, anche fisiologici, per cui risulta facilmente identificabile.
Fin qui siamo nell’ambito dell’espressione normale della collera, ma oltre questo livello abbiamo la follia distruttiva, che costituisce il disturbo mentale relativo a questa emozione, il terzo e ultimo grado della progressione, nel quale la mente razionale è completamente obnubilata.
Possiamo riscontrare umore, emozione e disturbo anche negli altri stati emotivi: ‘buon umore’, euforìa e maniacalità riguardo alla gioia; malinconìa, sconforto e disperazione riguardo alla tristezza; e preoccupazione, ansia e terrore riguardo alla paura.
Tutto questo riveste una grande importanza sul piano terapeutico.
Innanzitutto, ci mette di fronte al fatto che la mente emotiva costituisce una specie di governo-ombra della psiche, che tende ad affermare le proprie decisioni spesso in contrasto con il governo ufficiale, costituito dalla mente razionale. Nei momenti cruciali è il governo-ombra che decide, e quindi dobbiamo assolutamente renderlo ‘ragionevole’, naturalmente senza dimenticare le sue ‘ragioni’.
La razionalizzazione della personalità non deve renderci impermeabili, per così dire, alle emozioni. L’individuo completo è colui che, nelle situazioni e nei modi opportuni, è in grado di sperimentare l’intera gamma emotiva, dalla rabbia alla disperazione, dalla gioia alla paura. Durante il trattamento, dunque, oltre a rilevare l’umore fondamentale della persona in cura, il terapeuta si accerterà a quali livelli essa si permette di entrare in contatto con l’intera gamma delle emozioni.
L’obiettivo della terapia, in definitiva, sarà quello di acquisire la capacità di esprimersi perlopiù sul piano del primo grado emotivo, cioè dell’umore, riservando l’espressione delle emozioni vere e proprie a situazioni del tutto eccezionali e allontanando da sé lo spettro dei disturbi psichici. Ciò è possibile solo ampliando i domìni della mente razionale, cioè della riflessione e della consapevolezza.
Vorrei ricordarvi, a questo proposito, che riflessione e consapevolezza sono due distinti livelli della mente razionale: la consapevolezza è l’aspetto più puro, più nobile, mentre la riflessione costituisce già un momento inferiore ed emotivamente determinato. Sapevate che anche le antiche tradizioni vediche definiscono la funzione intellettuale “mente inferiore”? Ciò significa, naturalmente, che il nostro pensiero argomenta a partire da assiomi emotivi, per così dire… cioè dalle nostre convinzioni ricavate da precedenti esperienze affettive.
Bene, ad un terzo livello, ancora più basso e involuto, la mente razionale si esprime come ossessione, uno stato in cui è completamente preda della mente emotiva. Emozione e ossessione si rafforzano a vicenda, fino a raggiungere le tragiche manifestazioni del delirio. Di contro, la conoscenza e il controllo della sfera emotiva allargano lo spazio di consapevolezza, esorcizzando i rischi dell'ossessione. E questa è un’altra importante indicazione terapeutica.”
(continua)

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