Il Decano pareva assorto, mentre osservava le sue mani che tamburellavano sulla cattedra. Poi riprese a parlare:“Anche oggi è così, non neghiamolo. Solamente che la selezione è operata in termini intellettuali e più raffinati. Innanzitutto, noi non abbiamo paria, i ‘senza casta’. Inoltre, gli individui si selezionano da sé: sono loro a decidere se continuare gli studi o meno - naturalmente in base alla loro predisposizione naturale. Chi si ferma al primo ciclo costituisce la terza casta, gli Operai, e sarà impegnato in lavori di natura prevalentemente fisica, oppure svolgerà attività come il commerciante, o l’artigiano...
Chi invece prosegue fino a completare il secondo ciclo, quello che avete da poco terminato, entra a far parte della seconda casta: sono i cosiddetti Tecnici, cioè gli esecutori, coloro che guadagnano una specializzazione intellettuale, nel campo dell’informatica e della chirurgia, dell’amministrazione economica e della botanica, e così via. Sono innumerevoli le specializzazioni, lo sapete.”
Si fermò un lungo istante con un sorriso d’indulgenza, poi riprese, sempre sorridendo:
“Mentre voi siete qui all’universitas, i vostri vecchi compagni di studi che si sono arrestati al secondo ciclo, stanno ‘specializzandosi’, per diventare Dottori, e già applicando, in un qualche settore, le molte nozioni che avete acquisito al lyceum. Essi, potremmo dire, sono i discendenti di quei fondatori della nostra era di cui prima vi accennavo.
Infine, eccoci alla prima casta, gli attuali ‘aristocratici’, i migliori, cioè i Filosofi, coloro che porteranno a compimento anche il terzo ciclo di studi. A questo livello le specializzazioni lasciano il posto ad una formazione fondamentalmente unitaria, pur rispettando i temperamenti individuali, s’intende. I Filosofi costituiscono la classe dirigente della società e impiegano la loro conoscenza per il benessere collettivo, secondo ciò che sarà deciso per loro dagli Anziani, che sono i migliori e i più esperti.
A questo punto, qualcuno di voi potrebbe pensare che l’attuale organizzazione delle ‘caste’ sia la migliore possibile, la più efficiente e razionale, ma devo disilludervi subito. Anche questa è solo una soluzione, quella che abbiamo trovato come migliore per l’Era Planetaria.
C’è anche chi mette in discussione lo stesso principio di ‘razionalità’, in nome di una evoluzione religiosa dell’essere umano. Queste persone disdegnano gli studi ordinari e si ritirano in confraternite o comunità, nelle quali perseguono un proprio particolare progresso morale. Io penso sia un bene che esista un tale lievito, un tale fermento per la società. Conosco alcuni di loro e riconosco che sono delle persone di valore, anche se altri non mi fanno proprio la stessa impressione. Ma non sta a me giudicare il cammino degli altri. Comunque, se vi capiterà di conoscere alcune di queste realtà, troverete che anch’esse, al loro interno, riproporranno in qualche modo il sistema tripartito delle caste.
Questo per dirvi, ancora una volta, che il sistema delle caste non può essere evitato. Gli uomini non sono uguali e il livello di una società si misura non dal puerile tentativo di negare questa realtà universale, ma dal modo in cui si riesce ad armonizzare i bisogni e gli interessi delle tre classi. Se la soluzione che viene trovata è una buona soluzione, la società sarà sana e pacifica. Noi abbiamo avuto la fortuna di nascere in una società di questo tipo, dopo lunghissimi periodi di crisi della civiltà occidentale.
Vediamo perché.
La terza casta, quella degli Operai (del resto come anche la seconda), non svolge alcuna funzione politica, d’accordo. Ma nessuno di loro è interessato a coprire cariche di responsabilità collettiva. Chi glielo fa fare? Quali vantaggi detiene un Rappresentante, anche a livello planetario? Non guadagna un globo in più di quanto non guadagnasse prima del suo incarico, e riceve solo il rimborso delle spese che deve sostenere per i suoi spostamenti. Inoltre, è oberato da un lavoro impegnativo e sfibrante, caricato di responsabilità, costretto a sacrificare i suoi interessi specifici e i suoi affetti... Non è certo agevole trovare chi sia disposto a sottrarre tempo ed energie alle proprie attività remunerative, o ai propri piacevoli passatempi, senza ottenere, in cambio, alcun beneficio ‘concreto’.
Infatti, gli individui della terza casta sono i più materiali, i più attratti dal denaro e dai piaceri della vita. Ebbene, attraverso la loro attività (dal momento che sono tutti lavoratori autonomi, riuniti o meno in cooperative, dal postino al fornaio) possono guadagnare ben più di un tecnico laureato, come un ingegnere, e certamente assai più di un professore dell’universitas, come me.
Mio nonno, ad esempio, era un esponente di questa terza casta, era un falegname. Ebbene, nei momenti di ozio - pochi a dire il vero, perchè era assai interessato ai suoi guadagni - mio nonno voleva divertirsi, godersi la vita, e non aveva alcun desiderio di assumersi impegni gravosi in favore della collettività: il suo squisito egoismo, tipico della sua classe, lo rendeva immune dall’ambizione sociale. Spendeva i suoi soldi nei viaggi e il suo passatempo preferito era fumare la pipa sulla sua sedia a dondolo in giardino.”
(continua)

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