Una settimana fa c’è stata la grande manifestazione organizzata da Beppe Grillo, il V2-Day, stavolta dedicato all’informazione. Il sogno di un’informazione veramente libera viene inserito dal comico-profeta genovese all’interno di quel processo di liberazione inaugurato il 25 aprile di tanti anni fa e ancora da portare a termine.Dio sa quanto sia urgente questo processo di liberazione, tuttavia…
C’è da domandarsi se la gente voglia davvero un’informazione corretta, voglia davvero la verità. Può darsi che voglia solo degli slogan.
La verità è faticosa, perché esige profondità; informarsi presuppone tempo ed energie…
La verità è impegnativa, perché richiede un atteggiamento di responsabilità; una volta che la conosci, sei messo di fronte a delle scelte…
La verità è inquietante, vuole coraggio…
Gli slogan sono invece banali, a buon mercato; non esigono una fatica intellettuale, ma solo un’adesione emotiva… gli slogan, pertanto, deresponsabilizzano, non richiedono una partecipazione critica, ma solo di uniformarsi a scelte già fatte da altri… gli slogan sono rassicuranti, consentono di non mettere in discussione il tuo ego, di consolarti all’idea che, in fondo, ‘tutti’ la pensano ad un certo modo…
Tutto ciò avviene anche nel cammino di psicosintesi: spesso l’individuo non vuole veramente incontrare la verità su se stesso. Non ha sufficiente passione per la profondità dell’esistenza. Non vuole realmente assumere la responsabilità della sua vita, ma intende scaricare questa responsabilità su altri. Non ha abbastanza coraggio da verificare l’autenticità della sua relazione con il mondo: potrebbe rivelarsi tutta una farsa, un bluff…
Così, c’è una parte della popolazione italiana – ed è la maggioranza – che è del tutto insensibile alla necessità di avere un’informazione indipendente, critica, insomma… vera. La gente è distratta…
È rincoglionita dall’ingente produzione nazional-popolare che ha colonizzato la nostra tv, sia pubblica che privata: fiction, giochi a premi, telegiornali e giornalisti da terzo mondo, grandi fratelli e piccoli cervelli, calciatori e veline… (A proposito, la recente pubblicazione ondine dei redditi 2005 ha evidenziato che a Roma il giovane più ricco è un calciatore, Totti, mentre la giovane più ricca è una velina, la Marcuzzi; e non mi venite a dire che la Marcuzzi è una conduttrice o un’attrice… oggi, la maggior parte di coloro che vengono definite ‘conduttrici’ o ‘attrici’ sono semplicemente veline, niente più). Nella tv nazional-popolare la gente trova stordimento e rassicurazione.
In più, la gente è indotta dall'informazione di regime a concentrare la sua attenzione sui problemi materiali: l’aumento dei prezzi, la disoccupazione, la precarietà, il livello dei dei salari, i morti sul lavoro, l’emergenza rifiuti, la piccola criminalità del quotidiano, i problemi dell’immigrazione…
Problemi basilari secondo la scala gerarchica di Maslow…
Eppure, se non si parte da quello che è stato definito il «quarto potere» (dopo il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario) e che ora è diventato il primo per importanza, non verremo mai a capo di nulla. Un’informazione asservita al potere, alla «casta», serve a perpetuare questo sistema, anzi, a renderlo sempre peggiore.
Questi servi del potere, questa categoria poco nobile che è ormai diventata l’ordine dei giornalisti, si scagliano con veemenza contro quei pochi che hanno il coraggio di raccontarci la verità, di darci un’informazione completa. Anche la cronaca di questi ultimi giorni lo dimostra…
E il popolo che fa? Dorme. Sogni d’oro, allora… Speriamo che non si svegli troppo tardi.
Guarda l'inizio della manifestazione del 25 aprile
Guarda l'intervento di Marco Travaglio al V2-Day - Prima parte
Guarda l'intervento di Marco Travaglio al V2-Day - Seconda parte
Guarda l'intervento di Marco Travaglio al V2-Day - Terza parte

2 commenti. Vuoi lasciare un commento? Sarà gradito.:
Informarsi per la verità esige tempo ed energie e profondità, richiede responsabilità, è inquietante. Passione.
Preferiamo però sapere che in fondo "siamo tutti al sicuro e felici". Questa è la verità. Questo è uno degli slogan più vigliacchi: "siamo tutti felici", no sono felice, ma siamo tutti felici perché l'importante è non essere da soli a sentirlo. "Gli slogan sono rassicuranti, ti consolano perché in fondo "tutti" la pensano in un certo modo". E' quel tutti che fa profondamente la differenza. Del resto il Mondo Nuovo di Huxley ne parlava nel 1932!
Per questo e' una cosa eccezionale avere sufficiente passione per la profondità dell'esistenza. Eccezionale!!! Anche solo annusarne il significato è impegnativo. Questo fa un individuo eccezionale, molto raro. E quei temi materiali spesso fanno perdere anch'essi di vista il significato prorompente di quella espressione: avere sufficiente passione per la profondità della vita. Diventano quasi anch'essi slogan. Si perde tutto così! Ci si perde continuamente.
L'ipnopedia (insegnamento durante il sonno impartito con una serie di frasi intellettualmente sempliccissime)di cui parla il Mondo Nuovo non credo sia oggi necessaria. Per un motivo semplice: viene svolta durante il giorno. Avviene in quello stato di "veglia" che poi uno non ricorda più. Quel periodo oggi si è allungato a dismisura, a volte dura un'intera giornata. Ed è il migliore, secondo studi sulla memoria, per apprendere. No la gente non vuole un'informazione vera però capita che ogni tanto qualcuno si accorga che Grillo quello che fa lo fa con passione, così come il buon soldato Travaglio come lo chiama Beppe, così come Gomez e molti altri giornalisti, e altri ancora che non sono giornalisti. Del resto hanno vinto la passione di Di Pietro e quella di Bossi. Avere passione per la profondità dell'esistenza: questo si che sarebbe un "grande slogan". Ma sono sicuro in questo caso la gente si inizierebbe a porre domande intellettuali invece di farsi permeare dallo "slogan". ciao luca
Guardo i video del post ed altri interventi di Di Pietro, Grillo e Travaglio. Due aspetti che vedo è che queste persone portano un contenuto e un contatto. Queste caratteristiche non sono tra loro disgiunte.
Il contenuto è la loro rielaborazione di fatti, di idee. Lo studio che assimilano fino a farsene permeare, fino a trasmetterlo nel modo di parlare, di vestire e, forse, nello stile di vita che conducono. Sono persone vere. E, come tali, parlano della Realtà perché sono loro stessi reali. Questa caratteristica per i miei occhi è talmente forte che, nei loro interventi, siano questi interviste, trasmissioni, monologhi davanti a migliaia di persone, stabiliscono con l’interlocutore un contatto. Cioè, arrivano. Questo è Reale ed è l’opposto della “logica” dello slogan. In quest’ultimo, ogni persona può ritagliarsi a propria immagine e somiglianza il concetto di realtà, perché in fondo “tutti la pensano in un certo modo” uniformandosi così al potere che rende ovvio uno stato di cose che i nostri amici e profeti moderni cercano di combattere tenendoci svegli.
Mi sento oppresso da questo regime e circondato da tutti coloro che ne sono servi. Trovo altrettanto pericolosi coloro che dormendo lo sostengono, del resto non esisterebbe l’uno senza gli altri. Mi sembra di vedere un film di fantascienza (lo stiamo già vivendo) come se ne vedono ogni tanto: pochi potenti del mondo che fanno ormai i loro sporchi comodi. La maggior parte della popolazione rimbombata nel corpo e nella mente da tutti i tipi di inquinamento che il regime gli somministra. Frange di ecologisti, volontari del sociale in difesa dei più deboli ed emarginati che combattono questo regime. Alcuni in modo lecito, vengono ignorati. Altri in modi meno leciti, vengono soppressi.
Poi ci sono coloro che cercano di tenere sveglie le coscienze delle persone trovando un’eco tra i più sensibili. Sono quelli che portano avanti la battaglia per l’informazione e la giustizia: aspetti che ogni regime vuole far tacere, perché gli vanno contro. Questi sono quelli in cui io credo, non solo perché spero arriveranno a risolvere qualcosa. Ma perché entrano nel senso della mia vita arricchendola ulteriormente.
Grazie.
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