Entrò finalmente il Decano, a passo svelto e con la faccia sorridente.“Benvenuti all’universitas, figlioli! Gioisco a vedervi così numerosi... Certo non così numerosi come i vostri compagni di lyceum che si sono riversati nelle ‘specializzazioni’, i futuri Dottori.
A questo proposito, mi preme innanzitutto sottolineare la cosa più importante, che dovete assimilare prima di ogni altra, nei vostri studi superiori: e cioè, che esiste una-sola-unica formazione! Il compito di ognuno di noi è diventare uno, così come il compito di ogni organizzazione sociale è diventare uno. Forse comprenderete tutte le sottili implicazioni di questo principio solo al termine di questi sette anni, o forse tali implicazioni continueranno a sfuggirvi. Questo dipende da voi.
Voglio comunque ricordarvi che siamo tutti servitori di un’Idea. Il nostro destino individuale, la nostra autorealizzazione, si diceva un tempo, ci chiama all’incarnazione dell’unica grande Idea. Non importa definire con esattezza l’Idea: è un tentativo inutile, insensato e... diabolico. Non vi affaticate in quest’opera; cercate piuttosto di sentirvi tutti uniti in questo servizio, l’uno a fianco dell’altro, e di seguire le indicazioni dei vostri maestri. Se agite in questo modo, l’Idea, progressivamente, si rivelerà a voi.”
Il Decano interruppe la sua prolusione e ci guardò con un sorriso compiaciuto.
"Pensate che nei tempi bui del crollo dell’Era Moderna, i vostri predecessori erano come forzati agli studi. Nessuno, o quasi, aveva interesse ad imparare, a conoscere, a migliorarsi. Si andava a scuola per «prendere un diploma», questa è l’espressione che veniva usata, diploma che poi serviva a trovare un posto di lavoro. Più anni d’istruzione si accumulavano e maggiori erano le possibilità di ottenere un impiego remunerativo. Ciò che contava era esclusivamente il denaro. Tant’è che quando un giovane trovava il modo di far soldi indipendentemente dagli studi, abbandonava immediatamente la scuola, disdegnandola.
Non sorridete, vi prego. A quei tempi tutto ciò era perfettamente naturale. La società era impostata in quel modo. Oggi non vi è alcun vantaggio materiale nel frequentare gli studi. Non si riceve alcun «diploma» o attestato, salvo il diritto a continuarli. Ma perché mai un giovane dovrebbe avere interesse a continuarli, se non per il piacere intrinseco della conoscenza? Non certo per guadagnare più soldi: un commerciante, o un contadino, o un facchino possono arrivare a guadagnare più di un ricercatore scientifico, o di un educatore.”
(continua)

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Difficile e scoraggiante insieme, leggere questo post….. Difficile per me anche solo concepire
UNA –SOLA-UNICA-FORMAZIONE.
Intuisco da lontano che non si intende “studiare solo alcune materie” (che già mi immagino a detestare perché imposte!) ma formarsi dentro, a dei valori fondamentali, come l’autostima, la dignità umana, la libertà interiore, la giustizia ed altre fondamenta che non riesco a scrivere adesso, perché ancora non ho costruito dentro neanche quelle che ho scritto…
Ma la parte diabolica, intesa come “spirito di separazione” è li in agguato!! Come faccio a distinguermi se non posso definire la mia personale idea? E arieccolo, il bisogno di affermazione, che butta alle ortiche tutto ciò che è giusto, per rincorrere un mondo, un sistema, costruito su misura per soddisfarlo….
Pensate che stanotte ho sognato che ero contenta che avesse vinto il PDL!!! All’inizio del sogno cercavo qualcosa che mi mancava: non trovavo l’acqua… non riuscivo proprio a trovarla e allora accettavo un lavoro: un lavoro di quelli che fanno guadagnare tanti soldi e importanza costruendo palazzi che cementificano tutto e distruggono l’ambiente…. Insomma un lavoro che accetta chi non ha stima di se, chi non crede di poterne trovare uno migliore, degno e giusto, chi è disposto a vendersi perché non crede che può sopravvivere diversamente… ed ero contenta che avesse vinto un partito che sosteneva quel sistema economico basato su profitto, prestazione e che dava spazio all’avanzamento di vermi disposti a vendersi per poco…
Quando mi sono svegliata, che dolore…. E sono andata a cercare subito un bicchier d’acqua.
Eppure chissà, nell’era planetaria forse ci saranno meno vermi… se “l’acqua” (che ovviamente dev’essere proprio il simbolo di quei valori dell’UNICA FORMAZIONE) sarà regalata nell’UNIVERSITAS.
Aurora
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