Come può lo psicosintetista non prendere in considerazione l’analisi del carattere sociale? Nel pensiero di Fromm il carattere sociale “deriva dall’adattamento dinamico della natura umana alla struttura della società. Il mutamento delle condizioni sociali produce mutamenti del carattere sociale, ossia nuovi bisogni […].
Questi nuovi bisogni fanno sorgere nuove idee e, per così dire, rendono gli uomini disposti ad accoglierle; le nuove idee a loro volta tendono a intensificare e a consolidare il nuovo carattere sociale e a determinare le azioni degli uomini. In altre parole, le condizioni sociali influiscono sui fenomeni ideologici per mezzo del carattere; il carattere, d’altro canto, non è la conseguenza di un adattamento passivo alle condizioni sociali, ma il frutto di un adattamento dinamico fondato su elementi che sono biologicamente intrinseci alla natura umana, o che lo sono diventati per effetto dell’evoluzione storica” (Fromm 1941).
Assagioli avrebbe sottoscritto questa chiusa molto psicosintetica di Fuga dalla libertà: la natura umana – biologica o storica non importa – costituisce la struttura di base in continuo adattamento con l’ambiente sociale.
Applichiamo questo concetto alla nostra situazione. Determinate condizioni sociali, come quelle dell’attuale sistema di produzione, fanno nascere nuovi bisogni: farsi notare, diventare ricchi e famosi, avere successo… Tali bisogni artificiali non hanno niente a che vedere con i naturali bisogni dell’Io - come i bisogni di attenzione, ascolto, comprensione, risonanza e condivisione -, ma ne sono, piuttosto, una deformazione. Riempirsi la vita con i divertimenti e gli oggetti di consumo e interpretare se stessi come una merce preziosa e appetibile serve ad esorcizzare il vuoto di senso e di relazioni autentiche che attanagliano la vita dell’uomo contemporaneo.
Questi nuovi bisogni effimeri, superficiali e materialistici danno vita a idee corrispondenti, idee che hanno a che vedere con il disimpegno nelle relazioni, l’assenza di responsabilità nella vita sociale, il ‘sano egoismo’, la tendenza alla banalità e alla esteriorità, la rincorsa alla novità e al sensazionalismo, teorie «liquide», come direbbe il sociologo Zygmunt Bauman.
A chiusura di questo circolo vizioso, le nuove idee rafforzano il carattere sociale narcisistico. In altre parole, il carattere sociale è destinato a raggiungere manifestazioni così estreme da costituire una grave minaccia per la salute e la conservazione dell’intera società. È a questo punto che una cultura entra in una crisi profonda, così come sta avvenendo oggi all'uomo della postmodernità.
(continua)

1 commenti. Vuoi lasciare un commento? Sarà gradito.:
Vorrei apportare una mia esperienza positiva a questo post, in merito al fatto che i bisogni artificiali si stanno sostituendo sempre più ai bisogni naturali dell’Io. Questo piccolo contesto alternativo di cui voglio parlare è una prova che ci sono molte persone con un forte bisogno di contatto con l’altro nonostante l’attuale modello sociale tenda ad ottunderci il pensiero con un lavaggio del cervello costante sui bisogni indotti.
Mi occupo di un Gruppo di Acquisto Solidale (G.A.S.) da diversi anni e, in principio, ho visto avvicinarsi a questa attività persone che non si conoscevano tra loro, spinti dalle motivazioni più varie.
Com’è noto, un G.A.S. si basa su principi etici e solidali e si può dire che sia veramente un modo di “consumare” che va controcorrente.
Con il passare del tempo, alcune di queste persone hanno trovato, all’interno del Gruppo, un’appartenenza creativa e gratificante: si sono incontrati individui che non avevano i valori tipici di oggigiorno, non erano interessati a comprarsi articoli di marca ma piuttosto naturali e sani, non erano interessati ad arricchirsi ma ad apportare il loro modesto contributo ad una piccola economia di produttori strangolati dalle regole del mercato e non erano interessati a diventare famosi ma piuttosto ad incontrare altre persone, magari un po’ sdegnate come loro, dall’attuale sistema socio-economico “usa e getta”. È iniziata, così, una reciproca conoscenza che attualmente si basa sulla condivisione di valori più sani e sul sentirsi un po’ meno alieni in questo mondo in cui è sempre più difficile ritrovarsi.
Il comportamento di questi gassisti è diventato sempre più disponibile e collaborativo e talvolta sono nate amicizie che hanno aiutato singoli o famiglie ad essere meno soli.
So che tutto questo è ben lontano dal riuscire ad allacciare rapporti profondi e autentici, ma senz’altro è un primo passo verso la gratificazione dei bisogni reali di base di ogni essere umano ed una buona testimonianza che possiamo essere promotori di circoli virtuosi sia nella psicoecologia personale che negli ambienti in cui portiamo noi stessi.
Elena
Posta un commento
Scrivi nel riquadro qua sotto. Pubblicheremo tutti i commenti, tranne quelli che costituiscano violazione di leggi o che siano volgari, offensivi, violenti e sterilmente polemici. Tuttavia, si prega di inserire il nome e cognome e la città dove si vive: un commento firmato è più «trasparente» e, quindi, maggiormente gradito.
Se non sei un utente di Google, nella sezione "Commenta come..." seleziona "Anonimo", così non ti sarà richiesta la password.