Mai come oggi appare necessaria un'opera di sintesi tra i diversi saperi e le molteplici dimensioni del nostro vivere. Ciò è richiesto dalla profonda crisi in cui versa la nostra civiltà occidentale, una crisi che appare interessare qualsiasi aspetto della nostra esistenza e che esige l’elaborazione di nuovi approcci: alla politica e all'economia, alla salute e all'educazione, all'arte e alla cultura in genere...La psicosintesi, proprio per la sua visione integrale dell'uomo e dell'esistenza, può offrire molto di fronte ad una situazione così pressante. Certo, però, molti psicosintetisti hanno bisogno di collocare la loro teoria e la loro prassi entro orizzonti più ampi.
Voglio dire che, ad esempio, nel bel mezzo di un intervento psicoterapico, uno psicosintetista deve prendere in considerazione anche il legame che il soggetto ha con la collettività nel suo complesso, se è sufficientemente critico, o se il suo disagio trova le sue radici in certe disfunzioni, per così dire, del sistema sociale. Ancora: la psicosintesi non può fare a meno di ignorare, in nome di una male intesa neutralità scientifica, che esistono determinati valori etici costitutivi dell'essere umano, valori che si attestano laddove il soggetto presenta un adeguato grado di sviluppo psichico. In barba a tanto relativismo emancipato dei nostri tempi! Uno psicosintetista non deve certamente meravigliarsi di questo assunto, ormai consolidato dalle ricerche della Psicologia Umanistica.
Uno psicosintetista non si occupa solo di terapia, anzi la terapia è forse l'aspetto meno significativo dell'approccio psicosintetico. Si occupa dell'uomo e dei legami che l'uomo intesse con il mondo. Si occupa di promuovere le condizioni adeguate perché l'uomo possa sviluppare al meglio la propria natura, condizioni non solo interiori, ma anche esterne, sociali. La psicosintesi, pertanto, si occupa anche di politica, anche se difficilmente uno psicosintetista riuscirà a identificarsi con questo o quel «partito» politico.
Sono solo alcuni esempi, per dire che ricerca interiore, responsabilità etica, impegno politico... sono tutte componenti essenziali di uno psicosintetista, molto più della competenza sviluppata nell'intervento terapeutico o nella conduzione di un gruppo. Uno psicosintetista non si riconosce da questo - così come un prete non si riconosce dalla sua abilità nelle omelìe - ma dalla capacità d'infondere lo spirito psicosintetico in ogni ruolo che è chiamato a svolgere nel teatro della vita: di impiegato, di genitore, di artigiano, di economista...
E fare psicosintesi oggi significa possedere uno sguardo capace di integrare insieme, a prescindere dal nostro specifico compito nella vita, tutte le dimensioni umane: quella legata all'autosviluppo, ma anche quella relativa alla responsabilità sociale, la dimensione terapeutica, ma anche la sensibilità per l'impegno educativo...

1 commenti. Vuoi lasciare un commento?:
EVVIVA!! finalmente questi pensieri sono su internet!! GRAZIE Grazie Grazie!!
Ora speriamo che nel mare dei naviganti ci sia qualcuno che li comprende.
Aurora
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