Pare strano, ma molti estimatori della Psicosintesi non hanno ben presente che il movimento di Assagioli è inserito nella grande corrente dell'«esistenzialismo». Eppure, ciò è la prima cosa che Assagioli intende mettere in evidenza nelle prime righe del primo capitolo introduttivo del suo primo libro, che lo ha reso noto in tutto il mondo. Parlo di Psychosyntesis, del 1965, tradotto poi in italiano con il titolo Princìpi e metodi della psicosintesi terapeutica. Tutti conoscono la Psicosintesi per la sua collocazione all'interno della psicologia transpersonale, ma spesso si dimentica che la dimensione 'transpersonale', o spirituale, se non tiene conto di un precedente livello 'esistenziale', è solo un'ingenuità new age.L'esistenzialismo, come ricordato dallo stesso Assagioli nel capitolo succitato, pone l'accento su fattori come:
la presenza unica dell'individuo all'interno del suo mondo, fatto di motivazioni e di valori,
l' autenticità, sviluppando le proprie potenzialità, come obiettivo verso cui indirizzare la vita, l'inevitabilità della scelta, con le responsabilità che ne derivano di fronte agli altri,
il progetto di vita intorno ad un significato esistenziale, da scoprire dentro di sé,
la serietà di fronte ai limiti dell'esistenza e alla sofferenza che ciò comporta.
Insomma, rispettare un approccio esistenziale significa compiere un'accurata analisi dell'intero «essere-nel-mondo» e ciò significa uscire da una piccola, miope prospettiva psicologistica. In che modo stiamo realizzando le nostre potenzialità e la nostra unicità? In che modo le nostre scelte e il nostro progetto esistenziale esprimono la nostra responsabilità di fronte al mondo? In che modo siamo in grado di affrontare le «fondamentali» esperienze umane della solitudine, del fallimento e dell'impermanenza?

0 commenti. Vuoi lasciare un commento?:
Posta un commento
Scrivi nel riquadro qua sotto. Pubblicheremo tutti i commenti, tranne quelli che costituiscano violazione di leggi o che siano volgari, offensivi o violenti. Tuttavia, si prega di inserire il nome e cognome e la città dove si vive: un commento firmato è più «trasparente» e, quindi, maggiormente gradito.
Se non sei un utente di Google, nella sezione "Commenta come..." seleziona "Anonimo", così non ti sarà richiesta la password.