Senza dubbio il sesso maschile possiede una forza fisica superiore a quello femminile, anche se negli ultimi anni stanno aumentando nei paesi occidentali – dalla Spagna alla Gran Bretagna e ai Paesi Scandinavi - i mariti che vengono malmenati dalle loro mogli. Non sto scherzando.Ma non è degno di un cultore della psicosintesi soffermarsi su dettagli di così poco conto. È ben altra la forza di certe donne (e la debolezza di certi uomini).
Esiste una tipologia ben precisa di donne che ha sposato da sempre la «filosofia dell’irresponsabilità». La responsabilità è un'altra caratteristica della persona in crescita. Indica la “capacità di rispondere”, cioè di assumersi gl’impegni relativi al ruolo che svolgiamo. Nessuno si sognerebbe mai di dire che un bambino di pochi mesi è un irresponsabile, perché la sua posizione esistenziale non richiede una simile qualità. Più cresciamo e acquistiamo ruoli familiari e sociali più abbiamo bisogno di responsabilità. L’adulto per definizione è un individuo responsabile: se non lo è vuol dire che è adulto solo all’anagrafe. Tristissima è la situazione in cui «incarichi di responsabilità» sono assunti da individui irresponsabili, anche se, potreste dirmi, questa situazione è piuttosto diffusa.
Ebbene, tali donne tendono a non assumersi alcun impegno perché tutto per loro è stancante e difficoltoso. Dicono di non aver sufficiente energia e di non essere in grado di assumersi un compito: preferiscono riconoscere pubblicamente di non esserne capaci, piuttosto che mettersi in gioco. Si appoggiano continuamente agli altri, in modo passivo, e dipendono da loro in tutti i modi. Non lo fanno per cattiveria: il fatto è che non sono in grado di tollerare la benché minima pressione; sentono davvero di non avere birra a disposizione.
“Poverine! - verrebbe voglia di dire - sono come bambine di un anno!”, se non fosse per la famosa legge psicologica che sostiene la bipolarità della psiche: quando è presente un eccesso, stiamo pur sicuri che esiste anche l’eccesso opposto.
E così, tali donne appaiono umili, modeste, docili, insomma, innocue… e invece nascondono dentro di sé l’arroganza, la tirannia, la pretesa smodata.
Ovviamente, il loro radar psichico fa sì che sviluppino legami duraturi con uomini a loro funzionali: materni, pazienti e protettivi. Ed è così che questi poveri mariti o compagni passano la loro esistenza come un «cavalier servente», pronto a giustificare le debolezze della donna, ad assumersi il peso delle scelte che sono della donna, a prendere posizione al posto della donna, insomma, a farsi totalmente carico dell’irresponsabilità della donna.
In altre parole, mentre l’uomo, dal momento che ha un ruolo apparentemente attivo, pensa di essere colui che guida il rapporto, tale rapporto è intimamente e subdolamente dominato dalla donna, la quale con la sua faccina sofferta e mesta, stabilisce il bello e il cattivo tempo.
Ovviamente, anche l’ego dell’uomo ottiene una gratificazione e una giustificazione in tutto questo gioco, il quale costituisce il modo in cui certi uomini pensano di potersi conquistare l’amore di una donna.
È bene lasciare entrambi nell’inconsapevolezza delle loro dinamiche, se non vogliamo rompere l’equilibrio di un legame. Perché svegliare il can che dorme e suscitare tutta una serie di risentimenti incrociati?
Ecco, questo aspetto costituisce un elemento certo parziale dell’intera problematica, ma quando si parla di sesso forte e di sesso debole, bisogna tener conto anche di questo. Soprattutto quando dobbiamo occuparci della psicosintesi della coppia.
Vi lascio consigliandovi vivamente l’ascolto dell’istruttivo brano di Elio: Servi della gleba


