Caro Gesù Bambino,quest’anno è stato davvero molto duro, ma non voglio lamentarmi: non sempre possiamo pretendere le vacche grasse. Anzi, in quest’anno così difficile mi hai insegnato cose preziose.
Infatti, hai fatto emergere facilmente chi mi è vicino e mi vuole bene e chi invece non ha aspettato altro che pretesti per dirmi le parolacce e farmi i dispettucci... così ora posso vedere meglio chi ho attorno.
E poi, i miei veri amichetti mi sono apparsi davvero dei tesori di grande valore, perché - sai com’è – spesso diamo troppo per scontato quello che ci regali quotidianamente.
Ed è nei momenti brutti che scopro quanto tu mi sia vicino, quanto mi tieni per mano, quanto, nello sconforto e nell’amarezza, sai improvvisamente aiutarmi con un dono inaspettato. É proprio vero che ci metti davanti solo gli ostacoli che siamo in grado di superare, solo che ci affidiamo a te. Ed è questa la cosa più difficile, caro Gesù Bambino, perché tendiamo spesso a incaponirci e a non vedere altro che noi stessi.
Insomma, volevo dirti che non c’è bisogno che tu mi faccia altri regali per il tuo Natale, perché sei stato fin troppo generoso con me, quest’anno. Falli piuttosto a persone che ne hanno più bisogno:
alle vittime della nostra avidità, che abitano in terre lontane...
agli immigrati che hanno perso la loro patria e non riescono ad averne un’altra...
ai disoccupati, ai precari e ai cassintegrati, che affrontano le prossime Feste con la tristezza nel cuore...
a tutti quelli che soffrono nel corpo e nell’anima, senza che questa società distratta se ne accorga...
a coloro che hanno il cuore indurito, perché trovino finalmente l’Amore.
Buone Feste anche a te, caro Gesù Bambino: chissà se te li fanno mai gli Auguri... forse pensano che tu non ne abbia bisogno...
Un bacio grosso
Fabietto
P.S. Ma se proprio vuoi farmi felicissimo, permetti al signor Presidente del Consiglio di raggiungere un luogo dove possa finalmente vivere sereno, senza più essere perseguitato da nessuno. Basta che sia un luogo molto molto lontano.

